Misofonia: quando alcuni rumori provocano un forte disagio

Il ticchettio di una penna, il rumore della masticazione o un respiro ripetitivo possono essere percepiti come insopportabili da alcune persone. Non si tratta necessariamente di suoni forti: nella misofonia la risposta emotiva e fisica è legata soprattutto a specifici stimoli.

Non è soltanto «avere l’orecchio sensibile»

La persona può provare irritazione intensa, ansia, rabbia o il bisogno immediato di allontanarsi. Reazioni simili possono interferire con pasti, scuola, lavoro o vita familiare. La risposta varia molto da individuo a individuo.

Misofonia, iperacusia e acufene non sono sinonimi

Nell’iperacusia molti suoni sono percepiti come eccessivamente intensi o fastidiosi; nell’acufene si percepisce un suono senza una corrispondente sorgente esterna; nella misofonia la reazione riguarda spesso particolari suoni o configurazioni sonore. Le condizioni possono coesistere, ma richiedono una valutazione appropriata.

Cosa osservare prima della visita

Annota quali suoni scatenano il disagio, l’intensità della reazione, quanto dura e come influenza le attività. Questo diario aiuta a descrivere il problema senza affidarsi soltanto a un’impressione generica.

Come viene affrontata

Non esiste un unico trattamento valido per tutti. In base alla situazione può essere utile un percorso multidisciplinare che coinvolga professionisti della salute mentale e, quando indicato, specialisti dell’udito. Alcuni interventi psicologici, inclusi approcci cognitivo-comportamentali, sono oggetto di studio e utilizzo clinico.

Non isolarti in silenzio

Chiedere alla famiglia di comprendere il problema e individuare adattamenti ragionevoli può alleggerire la quotidianità. L’uso continuo di protezioni acustiche senza indicazione specialistica non è automaticamente la strategia migliore.

Perché un rumore apparentemente piccolo può diventare insopportabile

Nella misofonia alcune categorie di suoni provocano reazioni emotive e corporee molto intense, spesso sproporzionate rispetto al loro volume. Masticare, respirare in modo rumoroso, battere una penna o ripetere un piccolo gesto possono suscitare rabbia, ansia o urgenza di allontanarsi. La reazione riguarda frequentemente il significato e il contesto del suono, non soltanto la sua intensità fisica.

Per chi vive il problema, sentirsi dire «è solo un rumore» può aumentare incomprensione e vergogna. D’altra parte, non è utile attribuire ogni fastidio sonoro alla misofonia: esistono condizioni diverse che richiedono valutazioni differenti.

Come distinguere tre esperienze uditive

Nell’iperacusia molti suoni dell’ambiente sono percepiti come eccessivamente forti o dolorosi. Nell’acufene si avverte un suono, per esempio un fischio, senza una sorgente sonora esterna corrispondente. Nella misofonia la risposta è spesso legata a stimoli specifici, ripetitivi e riconoscibili. Le condizioni possono coesistere, ma non sono sinonimi e non possono essere diagnosticate leggendo un elenco di sintomi.

Una valutazione professionale aiuta a escludere problematiche dell’orecchio e a individuare, quando necessario, il supporto psicologico o specialistico più appropriato.

Un diario utile, senza trasformarlo in un’ossessione

Per qualche giorno annota quali suoni scatenano la reazione, dove ti trovi, se sei affaticato e come rispondi. Non serve registrare ogni rumore della giornata: l’obiettivo è riconoscere schemi che possano essere discussi con chi ti segue. Può emergere, per esempio, che le reazioni peggiorano quando dormi poco o in situazioni in cui non puoi allontanarti.

Se la condizione interferisce con lavoro, studio, sonno o rapporti familiari, non affrontarla soltanto con strategie improvvisate. Un percorso personalizzato può concentrarsi sulla gestione del disagio e sulle modalità di affrontare le situazioni difficili.

Come parlarne con chi vive con te

È spesso più efficace spiegare l’effetto del suono invece di accusare qualcuno di farlo apposta. Puoi proporre accordi pratici, come una breve pausa, un diverso posto a tavola o un luogo tranquillo in cui recuperare calma. Evita però di pretendere un ambiente sempre completamente privo di suoni: una dipendenza crescente dal silenzio assoluto può rendere la vita quotidiana più difficile.

Non esiste un unico trattamento valido per ogni persona e le prove scientifiche sugli interventi sono ancora in evoluzione. Il primo obiettivo è comprendere la situazione correttamente, senza promesse di cure rapide né etichette affrettate.

Sul lavoro e a scuola: chiedere soluzioni pratiche

Alcune situazioni sono più difficili perché non è possibile allontanarsi dal suono scatenante: una classe, un open space, un mezzo pubblico. Spiegare in modo semplice quale stimolo provoca disagio può aiutare a trovare accomodamenti ragionevoli, come modificare la postazione o prevedere pause. La risposta migliore non è necessariamente indossare protezioni per tutto il giorno, perché una riduzione indiscriminata dei suoni ambientali può creare altre difficoltà. Occorre valutare strategie proporzionate, sostenibili e personalizzate, possibilmente con l’aiuto di professionisti qualificati quando il disagio interferisce con le attività.

Un punto di partenza a Roma Garbatella

Se hai notato un cambiamento nell’ascolto, Udiclinic offre un controllo gratuito dell’udito, senza obbligo di acquisto, presso il centro di Via Girolamo Benzoni 89-91-93, Roma, vicino alla Metro B Garbatella. Un controllo audioprotesico non sostituisce una diagnosi medica: in presenza di sintomi che lo richiedono, rivolgiti al medico o all’otorinolaringoiatra. Per informazioni e appuntamenti: 06 57289744 o 339 1155133. Controllo gratuito dell’udito.

Domande frequenti

La misofonia è una perdita dell’udito?

Non necessariamente. Riguarda soprattutto una risposta intensa a determinati suoni.

A chi rivolgersi per la misofonia?

Il medico può orientare verso gli specialisti adatti; talvolta è utile una valutazione multidisciplinare.


Fonti di approfondimento autorevoli: OMS — Deafness and hearing loss; NIDCD — Hearing and balance. Testo divulgativo: non sostituisce una valutazione sanitaria individuale.